domenica 5 novembre 2017

Seseli tortuosum L.- Apiaceae - Finocchiella mediterranea

Seseli tortuosum L.- Apiaceae - Finocchiella mediterranea

Seseli tortuosum L.- Apiaceae - Finocchiella mediterranea

Seseli tortuosum L.- Apiaceae - Finocchiella mediterranea

Seseli tortuosum L.- Apiaceae - Finocchiella mediterranea

Seseli tortuosum L.- Apiaceae - Finocchiella mediterranea

Seseli tortuosum L.- Apiaceae - Finocchiella mediterranea

Seseli tortuosum L.- Apiaceae - Finocchiella mediterranea

Seseli tortuosum L.- Apiaceae - Finocchiella mediterranea
Seseli tortuosum L.- Apiaceae - Finocchiella mediterranea

Seseli tortuosum L.- Apiaceae - Finocchiella mediterranea

foto di Pancrazio Campagna

Seseli tortuosum L.

Famiglia: Apiaceae 
Nome italiano: Finocchiella mediterranea

Pianta glabra biennale alta da 20 a 70 cm con fusto duro alla base, striato  e ramoso.  Foglie pennatosette a segmenrti carnosi, da lineari a lanceolati, larghi da 0,5 e 2 mm. Ombrelle numerosissime a tre raggi. Petali bianco-rosati, frutto ovoide.

Habitat: Rupi, garighe, spiagge, incolti.
Fioritura: da agosto a novembre.

Ha proprietà carminative, stomatiche e toniche.
Le foglie di questa pianta perenne sono molto ricche di vitamina C e vengono utilizzate nella preparazione di salse, minestre e insalate.



mercoledì 12 luglio 2017

Silybum marianum (L.) Gaertn. - Asteraceae - Cardo mariano

Silybum marianum (L.) Gaertn. - Asteraceae - Cardo mariano

Silybum marianum (L.) Gaertn. - Asteraceae - Cardo mariano

Silybum marianum (L.) Gaertn. - Asteraceae - Cardo mariano

Silybum marianum (L.) Gaertn. - Asteraceae - Cardo mariano

Silybum marianum (L.) Gaertn. - Asteraceae - Cardo mariano

Silybum marianum (L.) Gaertn. - Asteraceae - Cardo mariano

Silybum marianum (L.) Gaertn. - Asteraceae - Cardo mariano

Silybum marianum (L.) Gaertn. - Asteraceae - Cardo mariano

Silybum marianum (L.) Gaertn. - Asteraceae - Cardo mariano

Silybum marianum (L.) Gaertn. - Asteraceae - Cardo mariano

foto di Pancrazio Campagna

Silybum marianum (L.) Gaertn.

Famiglia: Asteraceae
Nome italiano: Cardo mariano, Cardo di Santa Maria, Cardo lattario

Pianta a ciclo biennale appartenente alla Famiglia delle Asteraceae. Durante il primo anno produce una rosetta basale fatta da foglie ampie e lunghe circa 40 cm. La lamina è di colore verde scuro, glabra e brillante, variegata di bianco lungo la nervatura e provvista di robuste spine al margine. Nel secondo anno sviluppa uno scapo fiorale alto da 30 a 150 cm. che si presenta con foglie alterne, sessili e provviste di spine gialle.
I fiori riuniti in grossi capolini si formano all'apice dello scapo e presentano delle robuste brattee spinose ricurve verso il basso. La corolla è di colore porporino.
I frutti sono acheni neri, lucidi e glabri, il pappo è di colore bianco.
Fiorisce in aprile-giugno e cresce fra i ruderi, negli incolti, ai margini di campi.

Proprietà e usi:
La pianta, dalle radici ai capolini,  è utilizzabile in cucina  sia cruda che cotta.
 Il Cardo mariano viene anche usato per la preparazione di liquori
 per la sua componente aromatica e aperitiva.

I frutti del cardo mariano contengono una sostanza chiamata silimarina che viene impiegata in medicina per il trattamento delle malattie degenerative del fegato, come cirrosi, epatite C o sofferenze epatiche causate dall’abuso di alcool o farmaci e da avvelenamento da funghi compresi nella sindrome falloidea.
Recenti ricerche scientifiche hanno confermato che l’estratto di cardo potrebbe essere efficace anche come protettore nei confronti di alcuni tipi di cancro, malattie cardiovascolari o renali.

Etimologia:
Il nome  del genere deriva dalla parola greca “Silybon”, termine usato dal medico greco Dioscoride per indicare i cardi commestibili; il nome della specie “Marianum” deriva da Maria, in quanto la legenda vuole che durante la fuga in Egitto per sfuggire alla persecuzione di Erode, dal  seno della Madonna siano cadute delle gocce di latte sulle foglie determinandone la caratteristica colorazione bianca.


Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicati a mero scopo informativo.
Pertanto si declina ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo e alimentare.

lunedì 10 luglio 2017

Aloe vera L. - Aloeaceae - Aloe vera

Aloe vera L. - Aloeaceae - Aloe vera


Aloe vera L. - Aloeaceae - Aloe vera
Aloe vera L. - Aloeaceae - Aloe vera
Aloe vera L. - Aloeaceae - Aloe vera
Aloe vera L. - Aloeaceae - Aloe vera

foto di Pancrazio Campagna
Aloe vera L. 


  • Aloe perfoliata var. vera L.
  • Aloe barbadensis Mill.
  • Aloe indica Royle
  • Aloe vulgaris Lam.

  •  Famiglia: Aloeaceae 
    Nome italiano: Aloe vera

    Pianta crassa succulenta della Famiglia delle Aloeaceae alta da 50 a 100 cm. Cresce spontanea nell'Africa centrale.
    Le foglie, disposte a ciuffo sono carnose e terminano con apice acuminato. Sono molto carnose per l'abbondanza di liquidi acquosi di cui sono ricche e presentano delle spine ai margini. Sono lunghe 40-60 cm.
    I fiori di colore dal giallo al rosso hanno forma racemosa e crescono all'apice di uno scapo floreale che fuoriesce dal centro delle foglie. Fiorisce in febbraio-marzo nei paesi d'origine e predilige terreni caldi e secchi.

    La pianta sin da tempi antichissimi è stata da sempre utilizzata per le sue molteplici proprietà medicinali. Gli antichi egiziani la usavano per imbalsamare i cadaveri e viene anche citata nella Bibbia ( Gv.  19, 39) quale unguento, costituito da aloe e mirra, portato da Nicodemo per ungere il corpo di Gesù prima della sua sepoltura.
    La pianta, per le sue proprietà, viene coltivata in tutto il mondo. Possedere in casa una pianta di Aloe, a detta di molti, è come avere una farmacia a portata di mano.

    Proprieta medicinali:

    • Rigenerante, Cicatrizzante, antinfiammatoria, umettante, analgesica, antimicotica, antivirale, antibiotica, emostatica, lenitiva, disintossicante.

    L'uso della pianta a scopo curativo deve avvenire dietro prescrizione e sotto controllo  del medico. Quanto qui riportato ha solo valore informativo.


    giovedì 6 luglio 2017

    Pueraria lobata (Willd.) Ohwi - Fabaceae - Kudzu

    Pueraria lobata (Willd.) Ohwi - Fabaceae - Kudzu

    Pueraria lobata (Willd.) Ohwi - Fabaceae - Kudzu

    Pueraria lobata (Willd.) Ohwi - Fabaceae - Kudzu

    Pueraria lobata (Willd.) Ohwi - Fabaceae - Kudzu

    Pueraria lobata (Willd.) Ohwi - Fabaceae - Kudzu

    Pueraria lobata (Willd.) Ohwi - Fabaceae - Kudzu

    Pueraria lobata (Willd.) Ohwi - Fabaceae - Kudzu
    Pueraria lobata (Willd.) Ohwi - Fabaceae - Kudzu

    foto di Pancrazio Campagna
    Pueraria lobata (Willd.) Ohwi 
     = Dolichos lobatus Willd.

    Famiglia: Fabaceae
    Nome italiano: Kudzu, pueraria lobata


    Pianta lianosa appartenente alla famiglia delle Fabaceae originaria dell' estremo Oriente. Infatti è largamente presente in Giappone, Cina, Indonesia, Thailandia,   Vietnam, Indonesia, Filippine, Isole Fiji, Nuova Caledonia. La pianta ha un apparato radicale di impressionante dimensione, le radici possono essere lunghe fino a 100 metri. I rami possono accrescersi di circa 30 metri all'anno. Le foglie sono alterne, picciolate e si presentano con 3 segmenti di cui i due laterali sono generalmente lobati. Infiorescenza a racemi profumanti. I frutti sono legumi pubescenti ed appiattiti, marroni che contengono 3÷10 semi marroni simili a fagioli.


    Fiorisce in luglio-ottobre e cresce in terreni mediamente umidi, relativamente ricchi di sostanze nutritive, lungo le strade e le ferrovie, e nelle vicinanze di abitazioni. Abbastanza resistente al caldo e al freddo, si propaga con estrema facilità per cui la pianta risulta altamente infestante. In Italia è stata importata come pianta ornamentale e si è naturalizzata solo in Piemonte, Lombardia e Veneto. Per le Regioni in cui è presente, la pianta rappresenta  un vero flagello vegetale in quanto è altamente infestante. I rami si allungano di circa 30 metri all'anno e ricoprono  in modo  uniforme tutte le superfici che incontrano.

    Proprietà e usi:
    Le foglie, i giovani germogli  e la fecola estratta dalle radici trovano uso in cucina ed  utilizzate in fitoterapia per i loro effetti alcalinizzanti, antinfiammatori, antimicotici e antitumorali.
    Tra le diverse proprietà benefiche ha anche quella di combattere la dipendenza da alcool, fumo e droga. 


    venerdì 16 giugno 2017

    Asparagus maritimus (L.) Mill. - Asparagaceae - Asparago amaro

    Asparagus maritimus (L.) Mill. - Asparagaceae - Asparago amaro 

    Asparagus maritimus (L.) Mill. - Asparagaceae - Asparago amaro 

    Asparagus maritimus (L.) Mill. - Asparagaceae - Asparago amaro 

    Asparagus maritimus (L.) Mill. - Asparagaceae - Asparago amaro 

    Asparagus maritimus (L.) Mill. - Asparagaceae - Asparago amaro 


                                  Asparagus maritimus (L.) Mill. - Asparagaceae - Asparago amaro

                                  Asparagus maritimus (L.) Mill. - Asparagaceae - Asparago amaro
    Asparagus maritimus (L.) Mill. - Asparagaceae - Asparago amaro

    foto di Pancrazio Campagna
    Asparagus maritimus (L.) Mill. 
    = Asparagus officinalis var. maritimus
    = Asparagus scaber  Brignoli

    Famiglia: Asparagaceae 
    Nome italiano: Asparago amaro,  

    Pianta erbacea perenne con rizoma.
    Fiorisce in aprile - giugno
    I frutti sono bacche subsferiche di 5-15 mm di colore rosso. Il seme è globoso di colore nero.
    Non si conosce nessun utilizzo di questa pianta.
    In Italia è presente solo in alcune regioni. Nel Sud solo in Puglia e Basilicata.



    lunedì 24 aprile 2017

    Trifolium incarnatum L. - Fabaceae - Trifoglio incarnato

    Trifolium incarnatum L. - Fabaceae - Trifoglio incarnato

    Trifolium incarnatum L. - Fabaceae - Trifoglio incarnato

    Trifolium incarnatum L. - Fabaceae - Trifoglio incarnato

    Trifolium incarnatum L. - Fabaceae - Trifoglio incarnato

    Trifolium incarnatum L. - Fabaceae - Trifoglio incarnato

    Trifolium incarnatum L. - Fabaceae - Trifoglio incarnato

    Trifolium incarnatum L. - Fabaceae - Trifoglio incarnato

    Trifolium incarnatum L. - Fabaceae - Trifoglio incarnato
    Trifolium incarnatum L.

    Famiglia: Fabaceae 
    Nome italiano: Trifoglio incarnato

    Pianta erbacea cespitosa, annuale, con radice fittonante e fusto robusto tomentoso alto fino a 60 cm.
    Le tre foglioline lunghe fino a 2 cm. sono sub-ovate, denticolate all’apice ed articolate sullo stesso punto. I fiori sono riuniti in un capolino di colore rosso molto caratteristico all'apice del fusto. I semi sono ovali, di colore giallo-bruno lucido.

    Antesi: aprile - giugno


    Habitat: Praterie, campi, incolti, soprattutto su suoli silicei, dal piano fino a 2.200 m.

    Spontaneo, ma spesso coltivato.

    Utilizzi: ottima pianta foraggera ricca di proteine e grassi.


      


    giovedì 20 aprile 2017

    ESCURSIONE GUIDATA PER LA CONOSCENZA DELLE PIANTE SPONTANEE



    ESCURSIONE GUIDATA DA PANCRAZIO CAMPAGNA

    PER LA CONOSCENZA DELLE


    PIANTE SPONTANEE

    PRESSO PARCO NATURALE DI RAUCCIO - Lecce



    DOMENICA 23 APRILE 2017